ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado A. Biffi di Cividate al Piano (BG) - 2F gruppo 3

La violenza sulle donne tra memoria e presente

Il ricordo delle “Mariposas” si intreccia con una realtà di femminicidi e abusi che rendono urgente riconoscere i segnali di relazioni tossiche

Il 25 novembre viene commemorata la Giornata contro la violenza sulle donne, istituita nel 1999 dall’ONU, E’ stata decisa questa data perché si ricordano le sorelle Mirabal, anche conosciute con il nome di “Las Mariposas” (Patria, Minerva e Maria Teresa), attiviste della Repubblica Domenicana che erano ribellate contro la dittatura di Rafael Trujillo, motivo per cui sono state uccise nel 1960. La loro morte scosse lo stato e accelerò la caduta del regime di Trujillo, e successivamente, sono state riconosciute per le loro gesta, in particolare per il coraggio che hanno dimostrato per cercare di combattere contro una figura così potente.

Purtroppo nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione per mettere fine a questo grave problema, le violenze sulle donne non sono diminuite anzi, quasi ogni giorno si sente parlare di femminicidi. Solamente in Italia nel 2025 sono state uccise 85 donne e 85.000 in tutto il mondo, la cosa più sconvolgente è che 50.000 di queste sono state uccise da partner o familiari e ciò fa una media di 1 donna uccisa ogni 10 minuti.

Esistono diverse forme di violenza: possono essere fisiche, psicologiche, sessuali e perpetrate online ed economiche. La violenza fisica include azioni che causano in modi diversi dolore e danno al corpo.

La violenza psicologica è una forma di abuso che punta a minare l’autostima e il benessere mentale della vittima. La violenza sessuale si riferisce a qualsiasi atto sessuale obbligato senza consenso. La violenza online si verifica attraverso le nuove tecnologie e comprende minacce, molestie, diffusione senza consenso di immagini intime e cyberstalking. Infine la violenza economica consiste nel privare gli accessi economici alla donna. I segnali di violenza sono molti, i principali sono: • controllo e possessività: l’uomo ha un atteggiamento possessivo e di controllo nei confronti della donna, ogni cosa che fa, lui deve saperla.

• isolamento: l’uomo obbliga la donna ad allontanarsi da amici, familiari e contatti per rendere la vittima sempre più dipendente dal partner.

• violenze verbali: una persona insulta la donna in modo pesante e continuo fino a che la donna non riesce più a reagire.

• svalutazione: l’uomo usa frasi e parole offensive contro la donna per screditarla e fargli perdere autostima, ma allo stesso tempo cerca di ingannarla facendogli credere che lui è la sola persona che tiene veramente a lei.

• minacce: l’uomo minaccia la donna dicendogli che se farà certe cose lui ne farà delle altre ancora peggiori.

• manipolazione e senso di colpa: l’uomo dice alla donna che se lei fa certe cose lui farà del male a sé stesso facendola sentire in colpa.

I segnali indicano una relazione è abusiva o tossica, ed è bene non ignorarli perché oltre a creare un clima tossico all’interno della relazione, a lungo andare possono sfociare in femminicidi.

 

Durante la giornata contro la violenza sulle donne, spesso vengono utilizzati dei simboli che vengono utilizzati per sensibilizzare le persone su questo tema e per denunciare femminicidi e abusi.

La scarpa rossa è uno dei simboli più utilizzati. Le scarpe, spesso vuote e disposte in file, rappresentano le donne che non hanno più la possibilità di camminare, poiché sono state vittime di violenza.

La panchina rossa ricorda le vittime di femminicidio da parte dei partner. Si trova in luoghi pubblici ed è segno di presenza e memoria permanente. Il rosso della panchina richiama il sangue versato e la panchina vuota rappresenta l’assenza.

Il rossetto rosso è un simbolo di forza, libertà e autodeterminazione femminile. Il rosso è infatti un colore forte e immediatamente riconoscibile. Storicamente il rossetto rosso è stato visto come provocatorio o “inappropriato” e oggi viene usato anche per sfidare stereotipi e pregiudizi..

Il nastro arancione simboleggia la speranza per un mondo senza violenza di genere. Altri nastri meno conosciuti sono quello rosso, collegato alle scarpe e alla panchina rossa, e quello bianco utilizzato in alcune campagne contro la violenza sulle donne.

Infine la rosa rossa esprime solidarietà e vicinanza nei confronti delle donne vittime di violenza.

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