ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Monsignor L. Vitali di Bellano (LC) - 5A

Bullismo: meglio conoscerlo per difendersi

Due incontri con esperti per spiegare i rischi del fenomeno che è anche digitale e l’importanza di chiedere aiuto

Gli alunni hanno partecipato a un incontro molto significativo dedicato al tema del bullismo e del cyberbullismo. Ospite è stata Giordana Bonacina, docente ed esperta di queste problematiche, che ha guidato i ragazzi in una lezione coinvolgente e ricca di spunti di riflessione. Durante l’incontro, Giordana ha spiegato che il mondo della rete non è sempre ciò che sembra.

Dietro un profilo social, infatti, non si nascondono solo amici o coetanei, ma talvolta persone con cattive intenzioni. Alcuni utilizzano i social per rubare dati personali, altri per conoscere abitudini, orari e luoghi di residenza, mentre altri ancora cercano di ottenere foto o video privati. Per questo motivo ha invitato i ragazzi a usare Internet con prudenza, a non condividere informazioni personali e a parlare sempre con un adulto in caso di dubbi o situazioni sospette. Un momento particolarmente intenso della lezione è stato quando l’esperta ha mostrato alla LIM la copertina del libro La bambina invisibile. Raccontando la trama, ha descritto la storia di una bambina molto timida che viene presa di mira da un gruppo di ragazzi più grandi. Le prepotenze sono continue e crudeli: la costringono a correre per lungo tempo attorno alla piazza fino a stare male, a imitare versi di animali, a finire vestita nel lago. Non mancano le botte e gli insulti, che si ripetono per due lunghi anni.

La bambina, sopraffatta dalla paura e dalla vergogna, non riesce a raccontare nulla ai genitori. Dentro di sé cresce un dolore profondo che la porta a stare sempre peggio, fino ad arrivare a pensare al suicidio. Solo l’amore per la madre riesce a fermarla dal compiere un gesto estremo. La storia si conclude grazie all’intervento del padre e al sostegno degli adulti che finalmente si accorgono della sua sofferenza. Al termine del racconto, gli alunni hanno scoperto che la protagonista della storia era proprio Giordana, da bambina. Questa rivelazione ha colpito tutti. I ragazzi hanno capito che il bullismo può colpire chiunque e che non bisogna mai affrontarlo da soli. Parlare subito con un adulto di riferimento è fondamentale per interrompere la catena della violenza e ritrovare serenità.

Il percorso di approfondimento è proseguito successivamente con l’intervento del maresciallo dei Carabinieri di Bellano, Gennaro Cassano, che ha spiegato il fenomeno dal punto di vista della legge italiana. Con parole semplici ma chiare, ha illustrato quali comportamenti sono considerati reati e quali conseguenze possono avere.

Tra le storie raccontate, quella che ha maggiormente coinvolto i ragazzi è stata la vicenda di Willy, morto nel tentativo di difendere un amico vittima di bullismo. Un esempio drammatico che ha fatto comprendere quanto queste situazioni possano essere pericolose e quanto sia importante intervenire in modo corretto e responsabile. Gli alunni hanno inoltre appreso che anche assistere a episodi di bullismo senza denunciarli può avere conseguenze legali.

 

Gli alunni hanno fatto un dibattito in classe per capire se qualcuno avesse vissuto atti di bullismo o cyberbullismo.

Dal confronto è emerso che la maggior parte non ne ha subiti.

Purtroppo un’alunna, per tutto l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, al momento della mensa, è stata esclusa e presa in giro dai suoi coetanei. Lei era così disperata che ogni volta piangeva, ma non riusciva a dirlo alla maestra. Per fortuna alla scuola primaria non si sono più verificati fatti simili, ma addirittura è diventata amica di questi bambini.

Oltre a questo alcune alunne hanno assistito, durante un campo estivo, a episodi di bullismo: un loro amico veniva costantemente preso in giro da ragazzi più grandi perché grassoccio. Gli davano nomignoli offensivi, lo spingevano a terra e si divertivano a dargli il tormento.

A nulla sono serviti i rimproveri degli adulti e le lamentele di tutti gli altri bambini coalizzati in sua difesa. “È stata un’esperienza terribile.”- esclamano le bambine.

“Sentivamo anche noi il suo dolore!” Ecco le loro conclusioni: gli atti di prepotenza non vanno subiti in silenzio, sono sbagliati e creano molta sofferenza. Bisogna sempre chiedere aiuto e denunciare agli adulti.

Gli alunni di quinta A mandano un messaggio forte e chiaro:“ Basta al bullismo!“ 

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