L’esperienza che insegna e ti cambia
Gli alunni si sono recati ai seggi per scegliere ed eleggere i propri rappresentanti nel Consiglio comunale dei ragazzi
Le elezioni del sindaco dei ragazzi si sono svolte giovedì 4 dicembre 2025, presso l’Istituto Comprensivo “Enrico Fermi” di Cavaria con Premezzo, plesso di Albizzate. Il progetto, portato avanti con grande impegno da insegnanti e alunni sin dal 2013, nasce dal desiderio di far vivere agli studenti l’esperienza del voto anche tra i banchi di scuola, conoscendo da vicino le istituzioni locali. Le elezioni hanno visto sfidarsi con lealtà due candidati sindaci: il candidato della 3aA, con la lista “Una scuola di serie A”, e la candidata della 3aB con la lista “Fermi in movimento”.
Il corso A si è presentato con molte idee per rinnovare ed abbellire la scuola, proponendo di utilizzare i fondi messi a disposizione dal comune per il miglioramento dei campi esterni, l’acquisto di palloni, corde e altro materiale per organizzare dei tornei sportivi con le altre scuole, la realizzazione di un’area relax per favorire la socializzazione fra gli alunni.
Fra le proposte più apprezzate dagli elettori: quella di allestire un piccolo bar per prendere la merenda prima dell’inizio delle lezioni o durante la ricreazione; la pubblicazione di un giornalino scolastico per sapere le ultime notizie della scuola, esprimere idee, dare avvisi sulle varie iniziative scolastiche e il ballo di fine anno, come una splendida occasione per festeggiare gli ultimi giorni di scuola.
La campagna elettorale del corso B è nata dall’idea di voler valorizzare le passioni e i talenti di tutti gli alunni attraverso l’organizzazione di tornei di calcio, pallavolo, basket, la proiezione di film e l’allestimento di incontri all’insegna della musica e del divertimento.
Nonostante alcune idee siano state proposte da entrambi i corsi, i candidati sindaco e le rispettive liste di consiglieri hanno condotto la campagna elettorale in modo originale e coinvolgente. Ad avere la meglio è stato il candidato del corso A, noto fra i ragazzi, perché figlio dell’attuale sindaco del paese.
La prima seduta del Consiglio comunale dei ragazzi, che ha visto l’insediamento del sindaco e dei consiglieri eletti, si è tenuta lunedì 15 dicembre, presso la Sala del comune “Gianni Piotti”, alla presenza del sindaco del paese, dei professori e dei genitori degli alunni.
Questo progetto è molto interessante, perché non si tratta solo di votare un’idea, ma di imparare come funziona il mondo degli adulti, dove bisogna decidere insieme cosa è meglio per tutti.
Questa è un’opportunità unica per far sentire la propria voce, perché la scuola non si vive da spettatori.
Nelle settimane di campagna elettorale, infatti, gli studenti scambiano opinioni, nel rispetto delle regole e dell’altro: ogni singola preferenza conta, perché può fare la differenza.
La preparazione degli slogan, i comizi dei candidati, il sorteggio degli scrutatori, inoltre, diventano così anche occasione per stringere nuove amicizie nel segno della legalità.
Cosa hai provato quando hai avuto l’esito delle elezioni? «Ho ricevuto la chiamata dalla scuola – risponde per primo il candidato del corso A – e sapendo di essere stato eletto sindaco, ho provato gioia».
«Quando ho saputo di non essere stata eletta ci sono rimasta male – commenta invece la candidata del corso B -. Me l’aspettavo, perché avevamo una classe in meno dalla nostra parte». Cosa ha ispirato il tuo programma elettorale? « Ho preso spunto dai miei compagni e da mio padre, poiché essendo lui il sindaco, mi ha spiegato bene come funziona questo mondo».
«Ho fatto tesoro dei consigli dei compagni e dei vecchi sindaci».
Qual è stata l’idea migliore del tuo programma? «Il ballo di fine anno, perché è un’opportunità per stare insieme e divertirsi e il mini bar a scuola, che serve per mangiare qualcosa durante la giornata scolastica».
«Il ballo di fine anno, proposto anche dalla nostra lista, per stare insieme ai compagni, ai professori prima della fine della scuola».
Cosa ti è piaciuto di più di questo progetto? «Mettermi al servizio degli altri, la vittoria, la campagna elettorale».
«Sentirmi sostenuta anche se ho perso. Le persone intorno a me mi hanno incoraggiata lo stesso e questo mi ha fatta sentire apprezzata e importante».