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Collegio Arcivescovile «A. Castelli» di Saronno (VA) - Classe 2C

Alcol, ora nel giro ci sono pure i giovani

I casi, ogni giorno più numerosi, interessano molti ragazzi oppressi da questa dipendenza che finiscono in situazioni di pericolo

Allarmanti i casi di alcolismo negli ultimi mesi a Saronno, nonché in diversi Comuni delle province di Varese e di Como; un fenomeno cui sono associati comportamenti violenti nelle persone affette da questa dipendenza. Del tutto indicativo quanto avvenuto nella cittadina varesina l’8 gennaio scorso, dove un uomo di 58 anni, Francesco Costa, è rimasto ucciso durante una lite con il titolare di un bar in via Varese.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo si sarebbe recato nel locale con un amico; i due, in evidente stato di ebbrezza, avrebbero offeso con ripetuti insulti la ragazza in servizio dietro al bancone, figlia del titolare del bar. Dopo essersi allontanati, sarebbero tornati nei pressi del locale per recuperare l’auto parcheggiata nelle vicinanze: a quel punto il titolare del bar, spinto da un impulso di vendetta, avrebbe aggredito Co-sta colpendolo in viso con un pugno di tale violenza da provocarne la morte. E’ quanto confermato dallo stesso titolare del bar nell’interrogatorio di garanzia alla Procura di Saronno l’8 gennaio scorso: l’uomo, accusato di omicidio preterintenzionale, ha ammesso la propria responsabilità per quanto purtroppo avvenuto. Il problema dell’alcolismo pare investire in modo significativo anche il mondo giovanile, come dimostrano i casi risalenti alla fine del 2021 a Turate e a Gallarate su cui hanno scritto i giornalisti Andrea Galli e Rosella Formenti. Alle origini di questa “esplosione di casi” è la grave sottovalutazione degli effetti che un eccessivo consumo di alcol provoca sulla salute.

E che siano i giovanissimi a subirne le conseguenze è dovuto soprattutto alla condizione fisica dei ragazzi. Le linee guida nutrizionali del ministero della salute hanno dimostrato come sia fondamentale l’astensione dall’alcol per i ragazzi sotto i 21anni perché il corpo umano è incapace di digerire questo tipo di bevande. Il suo consumo in queste fasce di età può portare alla riduzione delle prestazioni scolastiche, all’aggressività e alla violenza, senza contare condizioni patologiche estreme come la dipendenza o l’intossicazione acuta. Non ha dubbi in proposito la dottoressa Paola Bizzi, neurologa e psichiatra nel reparto di alcologia all’ospedale Maria Luigia a Monticelli Terme (PR): «I giovani tra i 15 e i 17 anni hanno mostrato un notevole aumento di consumo di alcol.

Il problema grave è che negli adolescenti l’alcol crea ancora maggiori danni rispetto agli adulti.

I giovani assumono sostanze alcoliche in breve tempo per arrivare velocemente alla condizione di ebbrezza; hanno una massa corporea più piccola degli adulti e quindi la sostanza alcolica è meno diluita. Infine il sistema preposto al metabolismo dell’alcol, che ha sede nel fegato, nei giovani è immaturo. Quindi le sostanze tossiche si accumulano, fanno danni più rapidamente, più precocemente e in modo irreversibile».

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