ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Pirandello di Solaro (MI) - 3E

Binario 21: viaggio nella Storia dell’umanità

Una lezione contro l’indifferenza, un’esperienza intensa e formativa al Memoriale della Shoah alla stazione Centrale di Milano

Partecipare all’uscita didattica al Binario 21 è stato per noi un grande onore, ma soprattutto un’esperienza che ci ha segnato profondamente. Il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, denominato «Memoriale della Shoah», è il luogo da cui partirono più di 20 convogli diretti ai campi di concentramento. Un luogo nascosto, sotterraneo, che oggi rappresenta una delle testimonianze più forti della nostra storia.

Appena entrati, siamo stati accolti da una parola enorme, scritta sul muro: Indifferenza. È una parola che fa paura, perché ci ricorda che le violenze del XX secolo sono state possibili solo perché troppa gente ha preferito girarsi dall’altra parte. Oggi quei fatti sembrano lontani, ma restano vivi grazie alla memoria, che non va mai abbandonata al passato. Davanti a quella scritta ci siamo fermati in silenzio, quasi come se ci chiedesse di interrogarci sul nostro comportamento quotidiano. Abbiamo poi scoperto che questo memoriale è nato grazie al prezioso contributo di Liliana Segre, una delle poche persone sopravvissute a quel massacro, che ha voluto trasformare questo luogo segreto e buio in un monito per tutti noi, un avvertimento concreto. Per la sua storia e la sua testimonianza, il 19gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conoscere la sua vicenda ha reso tutto ancora più reale e vicino.

La parte più toccante è stata la banchina di carico. Salire su quei vagoni originali ci ha trasmesso un senso di angoscia indescrivibile: il freddo del metallo e il buio totale ci hanno fatto immedesimare nel terrore dei deportati. Abbiamo provato un nodo alla gola pensando che tutto questo accadeva di notte, nel silenzio e nell’oscurità della nostra città; mentre fuori la vita scorreva normale, in quel sotterraneo si consumava l’orrore. È stato impossibile non immaginare le voci, la paura, la disperazione di chi partiva senza sapere se sarebbe mai tornato.

Continuando la visita, il silenzio della nostra classe si è fatto ancora più pesante davanti all’immensa parete con i nomi dei deportati, tra ebrei e prigionieri politici. Vedere quella distesa di nomi mette i brividi: dei primi 700 partiti, solo 27 sono tornati. Numeri che fanno riflettere, ma che diventano ancora più forti quando si trasformano in storie, in vite spezzate troppo presto. Al termine della banchina, oltrepassato il muro dei nomi e attraverso una vistosa rampa elicoidale, si accede al “Luogo di Riflessione”, uno spazio a sezione tronco-conica in cui abbiamo sostato a lungo. Qui ci siamo confrontati con i compagni, ma soprattutto con noi stessi. Ognuno di noi ha provato emozioni diverse: tristezza, rabbia, incredulità. È stato un momento importante, perché ci ha permesso di dare un senso a tutto ciò che avevamo visto. Un altro elemento è stato capire quanto tutto fosse nascosto: mentre sopra la stazione continuava la vita quotidiana, sotto si consumava una tragedia immensa.

 

Il Memoriale della Shoah di Milano sorge sotto la Stazione Centrale, in un luogo rimasto per anni nascosto: il Binario 21.

Durante la Seconda guerra mondiale, proprio da qui partirono i convogli che deportavano ebrei e oppositori politici verso i campi di concentramento e di sterminio. Oggi questo spazio è stato trasformato in un luogo di memoria e di educazione. Il Memoriale non è solo un museo, ma un percorso che invita a riflettere. Tra gli elementi più significativi ci sono i vagoni originali utilizzati per le deportazioni, la banchina di carico e il Muro dei Nomi, dove sono riportati i nomi dei deportati partiti da Milano.

All’ingresso, la parola “Indifferenza” accoglie i visitatori come un monito potente. È proprio questo il messaggio centrale del Memoriale: ricordare il passato per comprendere il presente e costruire un futuro più consapevole.

Un ruolo fondamentale nella nascita del Memoriale è stato quello di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, che ha contribuito a trasformare questo luogo in uno spazio aperto a tutti, soprattutto ai giovani.

Il Memoriale ospita anche mostre, incontri e attività didattiche dedicate alle scuole, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria e della responsabilità civile. Visitare il Binario 21 significa entrare in contatto diretto con la storia. È un’esperienza che lascia un segno. 

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