Ottant’anni fa la strage della scuola di Gorla
Nel bombardamento dei “Piccoli Martiri“ morirono 184 bambini, 23 docenti, la direttrice e alcuni collaboratori scolastici
Nel corso della storia ci sono stati moltissimi conflitti che hanno coinvolto tutto il mondo.
L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, si impegna a non far dimenticare chi ha perso la vita o ha sofferto per colpa dei conflitti.
Ogni anno, proprio il 1° febbraio, organizza una commemorazione, un momento per ricordare. Quando pensiamo al 1° febbraio, ricordiamo che è un giorno per onorare la memoria di tante persone civili morte ingiustamente.
L’Associazione Nazionale in ottobre è venuta nella nostra scuola «L. Pirandello» di Solaro con degli esperti. Ci hanno parlato, delle vittime civili durante la Seconda guerra mondiale.
In particolare hanno parlato di un bombardamento quello di una scuola elementare «Francesco Crispi» di Milano, dove morirono più di 184 bambini, 23 insegnanti, la direttrice e alcuni collaboratori scolastici, quel tragico evento risale al 20 ottobre 1944 conosciuto come Strage di Gorla, chiamata anche «la strage dei piccoli martiri di Gorla».
Gli esperti ci hanno spiegato che esistevano due tipi di bombardamenti: quelli diretti contro i civili e quelli che colpivano le fabbriche che producevano armi, ci hanno fatto capire che la guerra non risolve nulla e che, a causa sua, sono morte moltissime persone e sono state distrutte intere città.
Inoltre, ci hanno raccontato alcune testimonianze dei sopravvissuti, per lo più bambini. Una riguardava un bambino di terza elementare che si salvò soltanto grazie a suo cugino, uscito a prendere il giubbotto poco prima dell’accaduto. Un’altra raccontava di una bambina che sopravvisse perché, invece di nascondersi dietro un albero — cosa che probabilmente l’avrebbe condannata — era andata a rifugiarsi dalla nonna. Queste testimonianze raccontate da anziani che, da bambini, avevano vissuto quegli eventi ci hanno lasciato profondamente colpiti.
Abbiamo compreso che la guerra è una realtà terribile, capace di portare soltanto distruzione e dolore.
La Strage di Gorla rappresenta un esempio di quanto la guerra possa essere crudele, colpendo innocenti che stavano semplicemente studiando e giocando a scuola. Ricordare questi eventi è fondamentale per non dimenticare ciò che è accaduto e per comprendere quanto sia importante la pace.
Ora come allora, sono i bambini le prime vittime della guerra. La pace per noi ragazzi significa vivere senza paura, poter andare a scuola serenamente e crescere felici.
Il vero progresso non si misura nella crescita economica o nelle conquiste materiali, ma nella capacità di proteggere la vita più fragile e innocente. Nessun successo finanziario, nessun traguardo industriale o politico può valere quanto il sorriso, la sicurezza e il futuro di un bambino. Quando una società mette al primo posto l’infanzia, la pace e la dignità umana, allora sì che costruisce una ricchezza autentica, destinata a durare.
Abbiamo rivolto alcune domande alla nostra esperta Karim prima della conclusione dell’incontro a scuola.
Nel dopoguerra, al posto della scuola “Francesco Crispi” cosa è stato costruito al posto delle macerie? «Fu eretto un monumento denominato per l’appunto “Il piccolo martire di Gorla”, opera dello scultore Remo Brioschi».
Cosa raffigura il monumento? «Il monumento raffigura una madre che solleva il corpo senza vita del proprio bambino: un’immagine di dolore e amore che supera ogni fede, ogni bandiera, ogni tempo».
La strage di Gorla fu l’unico bombardamento di quel giorno a Milano? «Milano quel giorno fu gravemente colpita dalle bombe e subì danni enormi, persino la Galleria Vittorio Emanuele, simbolo della città, venne distrutta completamente. Tanto che il Monte Stella, la collinetta che oggi si trova nel quartiere QT8, fu “costruito” proprio con le macerie dei bombardamenti del 20 ottobre».
Perché è importante continuare a parlare di questa tragedia anche oggi? «Perché la memoria non serve soltanto a ricordare il passato, ma anche a capire il presente.
Conoscere ciò che è accaduto aiuta i ragazzi a comprendere quanto siano preziose la pace, la libertà e la vita umana».