Scuola secondaria di primo grado dell’istituto «Enrico Fermi» di Romano di Lombardia (BG) - Classe 1E

Sessant’ anni fa Romano divenne «Città»

Nome, titolo, stemma e gonfalone completamente nuovi per una cittadina in continua evoluzione e al passo coi tempi

Fu una domenica di festa quel 27 ottobre del 1963, quando, un anno dopo la firma del Decreto del Presidente della Repubblica, Romano di Lombardia festeggiò la concessione del titolo di «Città». Erano passati 100 anni da quando con Regio Decreto n.1426/1863 il paese aveva assunto la denominazione di «Romano di Lombardia» ed ora la festa si riproponeva.

La vicenda della concessione del titolo, che si era conclusa il 17 settembre del 1962 quando il Presidente della Repubblica, Antonio Segni, aveva firmato il relativo DPR, aveva avuto un iter lungo più di un anno, iniziando nella primavera del 1961, quando con la Delibera n.24 del 26/04/1961 il Sindaco Piavani geom. Carlo ed il Consiglio Comunale avevano deciso di procedere con la richiesta di concessione del titolo. Oggi, grazie all’aiuto dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma e dei documenti lì conservati, noi siamo riusciti a ricostruire integralmente questo iter complesso dalla sua origine fino all’ultimo passaggio, la registrazione scritta del Decreto presso l’Archivio Centrale.

Ma torniamo a quella domenica: secondo le cronache dell’Eco di Bergamo e del Giornale di Bergamo dell’epoca, arrivarono in città numerose autorità: con il sindaco di Romano ed il prevosto Giacomo Maggioni erano presenti il Prefetto di Bergamo, i senatori Turani e Zonca, gli onorevoli Belotti, Brighenti e Vicentini, il questore di Bergamo, il presidente della Provincia di Bergamo, i Sindaci della zona oltre a tantissime altre autorità provinciali e locali ed i rappresentanti delle Associazioni di Romano di Lombardia.

Molte furono le manifestazioni a cui tutti i cittadini, attraverso un manifesto affisso lungo le vie del paese, furono invitati a partecipare: nell’ex Piazza d’Armi, in Piazza Roma, presso il monumento ai Caduti, in piazza della Rocca ed in via XXV Aprile, assistendo a manifestazioni di tipo sociale e religioso: quel giorno a Romano si inaugurò, tra le altre cose, la variante esterna, in via XXV Aprile furono inaugurati il metanodotto e la caserma del locale comando di stazione dei Carabinieri, mentre l’ex Piazza d’Armi venne intitolata a Papa Giovanni XXIII, morto proprio pochi mesi prima.

In piazza Roma fu svelata la lapide commemorativa con incisa la dedica del Presidente della Repubblica e la data del DPR che fece diventare Romano di Lombardia «Città», mentre in piazza dei Caduti fu deposta una corona d’alloro ai piedi del monumento. Tre borse di studio del valore di 70mila lire istituite dal Comune di Romano furono consegnate ad altrettanti studenti. Conclusero la giornata festiva l’esibizione folcloristica del gruppo «Gioppino» di Bergamo, i fuochi d’artificio e il concerto della banda musicale «G.B. Rubini». Quel percorso, iniziato nel 1961, non era completo: 50 anni dopo, nel 2011 quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, su proposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, concesse alla «Città» il nuovo stemma ed il gonfalone.

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