ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Sant'Agostino di Casciago (VA) - 5U

Casciago, la palestra a cielo aperto

Centonovantadue gradini verso la mobilità lenta: il patrimonio storico diventa laboratorio per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Nel cuore di Casciago, in provincia di Varese, si snoda un’infrastruttura pedonale che potrebbe diventare modello di mobilità sostenibile, in sintonia con il Green Deal Europeo. Otto scalette collegano la parte inferiore a quella superiore del paese, tracciando un percorso caratterizzato da una suggestiva serie di 192 gradini in pietra. La mancanza di informazioni digitali ha stimolato alcuni scolari a condurre sopralluoghi e raccogliere testimonianze dirette. Sebbene non ci sia una datazione certa sulle loro origini, si ipotizza che la loro costruzione possa risalire a un periodo compreso tra il XVI e il XVII secolo.

Storicamente, l’area monumentale era organizzata su due livelli distinti: nella parte bassa era situato l’oratorio, mentre nella parte alta sorgeva la Chiesa di San Giovanni. Quest’ultima è ancora oggi custodita da un kaki, originario del Giappone, simbolo di resistenza alle avversità: dopo la tragedia di Nagasaki, un esemplare sopravvisse alle radiazioni atomiche e oggi i suoi discendenti vengono messi a dimora come emblema di rinascita. Questa disposizione architettonica testimonia l’importanza del sito e la sua articolazione funzionale nel corso dei secoli. La comunità locale volle le scale per necessità: un tempo, si poteva raggiungere la Chiesa solo costeggiando il cimitero, con doppio dispendio di tempo.

L’impatto sulla viabilità fu importante, in quanto la “scorciatoia verticale” divenne praticabile più volte al giorno, modificando le abitudini dei residenti. Le testimonianze degli anziani svelano come lo spazio fosse anche luogo di coesione sociale: “Correvamo per le scale tenendoci alle ringhiere e facevamo gare di velocità”. Nel 1974, l’introduzione delle targhe alterne per contrastare l’inquinamento urbano riportò la gradinata al centro della circolazione locale. “Chi non poteva usare l’auto la percorreva per raggiungere la fermata del pullman”, conferma il Vicesindaco Alberto Gaggioni. Un precedente che risuona con le attuali politiche europee di limitazione del traffico veicolare.

Oggi questi passaggi secolari sono ancora fruibili e il loro aspetto è stato ben conservato nel tempo. Per incentivare la mobilità dolce, si punta a riqualificare la zona con un nuovo collegamento pedonale dalla statua di Sant’Agostino, riducendo il tragitto di quasi la metà, ma servono i finanziamenti. In coerenza con gli obiettivi 3 e 11 dell’Agenda 2030, l’impiego di queste vie favorirebbe la riduzione delle emissioni di CO2 e promuoverebbe uno stile di vita sano, migliorando la qualità dell’aria. L’area circostante, ricca di flora e di fauna selvatica, funge da “corridoio ecologico” per la biodiversità locale. “È un habitat straordinario che merita tutela”, sottolineano gli Amministratori, “È bene promuovere la realizzazione di zone pedonali nei centri storici per limitare l’inquinamento e incentivare l’attività fisica quotidiana”

 

Il colloquio con il vicesindaco Alberto Gaggioni e l’assessore Caterina Cantoreggi ha rivelato alcuni dettagli architettonici dimenticati: alla base delle scalette esisteva un passaggio stretto che i cittadini utilizzavano regolarmente come scorciatoia. È stato possibile individuare questo interessante elemento anche da una fotografia di Casciago “vecchia”, stampata su un libro riguardante il territorio. Durante l’intervista, gli scolari del paese hanno proposto l’installazione di pannelli informativi multilingue con codici QR, per valorizzare un borgo da non abbandonare.

Sarebbe opportuno pubblicizzare questi beni storici e culturali che, oltretutto, rappresentano una palestra gratuita e salutare.

Il vicesindaco Gaggioni spiega che la giunta locale sta recuperandola memoria storica e si sta impegnando a proporre soluzioni concrete. “Esporre un articolo giornalistico in formato permanente creerebbe un percorso di storytelling urbano che unisce tradizione e innovazione”.

Con il materiale raccolto, la scuola del Comune intende coinvolgere altri Istituti in un progetto volto a preservare i territori, la natura e la salute, tramite la piattaforma europea per l’istruzione scolastica eTwinning, facente parte del programma Erasmus+. I cittadini attivi possono raggiungere gli stessi obiettivi in sinergia e attraverso un efficace gioco di scambi. 

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