Istituto Comprensivo «A.Manzoni» di Dervio (LC) - Classe III

Si può imparare a essere felici nella vita

La felicità non è sempre solo un sentimento, ma anche una competenza che si può acquisire e potenziare

Gli adulti spesso vedono nei giovanissimi una spensieratezza e un’allegria che loro non possono più avere, schiacciati dalle responsabilità e dal peso dei doveri che la vita impone. Tuttavia anche i bambini hanno i loro crucci. Qualcuno pensa che essere felici dipende dal proprio carattere: c’è chi è sempre allegro e chi è un musone da quando era piccolo. Eppure ad essere felici si può imparare! Innanzitutto bisogna distinguere tra la felicità come sentimento, che è bello, ma spesso dura poco, e la felicità come atteggiamento, come modo di porsi di fronte alla vita. E’ appunto questa seconda situazione quella in cui noi possiamo diventare “artigiani”, di giorno in giorno più abili allenando alcune competenze.

Prima di tutto dobbiamo apprezzare ciò che abbiamo: siamo circondati da cose belle, persone che ci vogliono bene e situazioni favorevoli; spesso invece cerchiamo quello che ci manca! Se dessimo valore non solo agli oggetti, ma anche alle idee, ai progetti, alle manifestazioni di simpatia e di sostegno nei nostri confronti, potremmo scoprire quanto siamo ricchi.

Non è certo una novità: il vecchio proverbio insegnava che “chi trova un amico, trova un tesoro”. Bisogna praticare la gentilezza: non dobbiamo pretenderla dagli altri, ma dobbiamo usare di più quelle parole “magiche” come grazie, prego, scusa, per favore, buongiorno… in poco tempo contageremo chi incontriamo e renderemo più bello il mondo in cui viviamo. Se teniamo ben presente che nessuno è perfetto, che è possibile sbagliare, allora diventeremo più tolleranti anche con noi stessi: capire di aver sbagliato significa capire se stessi, i propri punti di forza e di debolezza. Qualche volta dobbiamo essere capaci di fermarci a pensare, a riflettere sia su quello che ci piacerebbe fare perché ci dà benessere, sia a ciò che ci dà fastidio e che vorremmo tenere lontano.

Dobbiamo gustarci il momento, come gusteremmo il nostro dolce preferito: senza rimuginare troppo sul passato e senza preoccuparci troppo di quello che accadrà in futuro, ma impegnandoci nel presente meglio che si può, in quanto proprio perché tutti sbagliamo, allora dobbiamo cercare di sbagliare di meno.

Certamente non tutto fila liscio nella vita: capita di litigare con un amico, sentirsi esclusi, ignorati o non apprezzati, prendere un brutto voto. Ci sono eventi che accadono e non possiamo fare nulla per cambiarli, ma la felicità dipende da come riusciamo a percepirli: se cerchiamo di diventare persone con atteggiamenti di adattamento e positivi, allora sapremo creare intorno a noi solidarietà, empatia e affronteremo le richieste e le sfide della vita in modo consapevole, anche chiedendo il giusto aiuto nel momento del bisogno. Un proverbio africano dice: “da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano”; se ci sentiamo parte di un gruppo ci sentiamo più forti e questi anni di pandemia hanno evidenziato quanto la solitudine sia peggio della malattia.

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