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ICS «Carlo Fontana» - Plesso «Verdi Casterno» di Magenta (MI) - Classe 5A

Vaccini, storia di una scoperta salvavita

Il termine deriva dal latino «vacca» e veniva utilizzato per indicare la forma di vaiolo bovino letale per gli animali e non per gli uomini

Sapete perché i vaccini si chiamano così? Il termine “vaccino” deriva dal latino vacca e veniva utilizzato per indicare la forma di vaiolo bovino, che risultava letale per gli animali ma non per gli uomini. Fu lo scienziato Edward Jenner ad utilizzare il termine vaccino la prima volta nel 1796 ma soprattutto a capire che iniettando il “vaccino” negli uomini si otteneva la produzione di anticorpi che proteggevano dalla variante umana del vaiolo che, a quei tempi, causava molte vittime. Da allora la storia dei vaccini è stata ricca di scoperte e di vite salvate.

Tra i protagonisti di questo cammino di progresso ricordiamo Louis Pasteur, che scoprì il vaccino antirabbico mentre Salk e Sabin contribuirono a sconfiggere la poliomielite. I vaccini antidifterico e antitetanico si devono invece agli studi di Von Behring e Kitasato.

Uno svantaggio del vaccino è quello degli effetti collaterali: febbre e raffreddore post-vaccino, mal di stomaco e mal di testa, soprattutto mal di gola, gonfiore nel punto della puntura sul braccio. Piccoli svantaggi difronte alla protezione dalla malattia. Il dibattito intorno ai vaccini è diventato particolarmente acceso negli ultimi due anni, a causa della pandemia da Sars Covid-19, che ha sconvolto tutto il mondo. I ricercatori hanno speso tempo e denaro senza sosta, in una grande corsa contro il tempo per salvare vite umane.

La notizia della disponibilità di vaccini non è stata però accolta da tutti con sollievo. Molti infatti hanno ritenuto rischioso farsi inoculare un vaccino che ritenevano sperimentale e hanno dato vita a un movimento chiamato no vax. I dati scientifici però dimostrano che Astrazeneca, Pfizer, Moderna e tutti i vaccini anti-Covid hanno salvato milioni di vite poiché proteggono dalle forme gravi della malattia. In questo modo ci sono meno ricoveri e gli ospedali possono tornare a curare tutti i malati e non solo i pazienti affetti da Covid con complicazioni respiratorie.

La vaccinazione è dunque una preziosa opportunità ma anche un gesto di generosità che protegge chi, a causa di allergie o patologie, non può vaccinarsi ma può essere “difeso” da chi lo circonda attraverso l’immunità di gregge.

Purtroppo però questa opportunità rischia di essere un privilegio dato che non tutti i bambini e gli uomini hanno, nel mondo la stessa, possibilità di vaccinarsi. I paesi poveri ancora oggi restano spesso esclusi da vaccinazione e cure. La prossima sfida sarà garantire a tutti loro il diritto alla salute e alla vita! Una sfida che il mondo occidentale deve vincere se vuole azzerare completamente il Covid. Altrimenti nel mondo ci saranno sempre focolai pronti a allargarsi a macchia d’olio.

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