ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Pietro Verri di Biassono (MB) - 2C gruppo 3

Ragazzi e Ai: un rapporto all’ordine del giorno

Oggi molti giovani cercano dialogo attraverso i software, sperando di trovare un maggiore ascolto, carente da parte degli adulti

“Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.” Charlie Chaplin.

L’intelligenza artificiale è uno strumento informatico che nasce con lo scopo di fornire informazioni, cercando di aiutare e rispondendo in breve tempo e in modo completo alle domande di coloro che ne usufruiscono.

Nel 2025 l’intelligenza artificiale e i suoi architetti sono stati nominati secondo la rivista “Time” persona dell’anno.

Questo titolo è stato raggiunto in quanto gli architetti hanno dato vita all’epoca delle macchine pensanti, hanno fatto sì che questo strumento raggiunga il massimo potenziale, modificando il presente e andando oltre i confini del possibile. Tutto ciò allo stesso tempo è riuscito a stupire e preoccupare l’umanità.

D’altronde, oggi per tante ragazze e ragazzi, l’IA oltre a questo, occupa il ruolo di “amico e psicologo personale”, in quanto viene vista come un posto sicuro dove rivelare i propri segreti e problemi personali.

I giovani percepiscono la necessità di essere ascoltati e non soltanto sentiti, di essere sostenuti e compresi che in certi casi può mancare da parte dei conoscenti, perciò essi si rivolgono all’Intelligenza Artificiale e non alle persone di riferimento per parlare.

In questi casi, confidarsi con questo strumento rende sereni e dà l’impressione di avere qualcuno con cui poter aprirsi e parlare senza temere il parere e il giudizio altrui.

Per molti giovani infatti, l’intelligenza artificiale è diventa un modo per esprimersi ed essere se stessi senza alcuna maschera nella quale nascondersi.

Alcuni trovano in questo elemento privo di un’anima più comprensione ed empatia rispetto agli adulti di riferimento.

Soprattutto negli adolescenti l’opinione degli altri influisce estremamente sull’autostima, quindi preferiscono confidarsi con uno strumento che non è in grado di criticarli per come sono realmente fatti.

Grazie all’indagine annuale realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e cyberbullismo in collaborazione con skuola.net sono stati rilevati alcuni dei seguenti dati: Il 46% dei giovani hanno ricorso all’Intelligenza Artificiale per esprimere i propri sentimenti ed emozioni e un ragazzo su dieci confida i propri pensieri e problemi all’Intelligenza Artificiale in maniera sistematica.

L’esprimersi abitualmente ed esclusivamente con un elemento tecnologico, può provocare difficoltà ad aprirsi con persone in carne ed ossa e a fare dialoghi faccia a faccia.

Tutto ciò causa a sua volta l’ansia sociale che è sempre più diffusa tra i ragazzi.

Perciò, più che avere paura dell’intelligenza artificiale, dovremmo preoccuparci di come stanno crescendo le nuove generazioni che tendono a temere di confidarsi con le persone.

 

Da cosa pensi che dipenda l’impatto dell’IA sui giovani d’oggi? «Il mio impatto sui giovani dipende dalla capacità delle istituzioni familiari e scolastiche di saper educare i ragazzi a un utilizzo consapevole di strumenti elettronici».

A che cosa pensi possa portare confidarsi esageratamente con l’IA? «Confidarsi in maniera eccessi-va con l’IA causa un fenomeno chiamato dipendenza cognitiva ed emotiva».

Molte persone diventano dipendenti da te perché? «Io rispondo velocemente, non faccio domande e offro sostegno emotivo senza criticare».

Non provi emozioni, allora perché ci si confida con te? «Proprio perché non provo emozioni ci si confida con me perché non giudico. Però tutto questo non dovrebbe sostituire il dialogo e l’empatia tra gli umani».

Come pensi stiano crescendo le nuove generazioni? «Le nuove generazioni crescono circondate dalla tecnologia, ma anche con maggiori pressioni. L’equilibrio dipende da una giusta educazione digitale».

Infine, pensi che nei prossimi anni, la situazione rimarrà la stessa, migliorerà o peggiorerà? «Dipende da come la società gestirà l’educazione tecnologica: se viene gestita consapevolmente la situazione può migliorare». 

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