I principi dell’architettura bioecologica
Nell’Oltrepò Pavese si progettano e costruiscono case in modo sostenibile per realizzare edifici in armonia con la natura
Hai mai pensato che anche una casa può rispettare la natura? L’architettura bioecologica è proprio questo: un modo di progettare e costruire gli edifici che fa bene alle persone e al pianeta. Significa creare case comode, belle e salubri, ma che consumano poca energia e non inquinano l’ambiente.
Il primo principio di questo tipo di architettura è vivere in armonia con la natura. Gli architetti osservano attentamente il luogo dove costruire: la direzione del sole, la presenza del vento, la pendenza del terreno e le piante intorno. Tutti questi elementi aiutano a usare meno riscaldamento e meno luce artificiale, perché la casa sfrutta in modo intelligente ciò che la natura già offre.
Un’altra regola importante riguarda i materiali. Al posto di quelli industriali, che spesso inquinano o rilasciano sostanze tossiche, si usano materiali naturali e traspiranti come il legno, la canapa, la paglia, la calce o il sughero. Questi materiali mantengono la casa calda d’inverno, fresca d’estate e assicurano un’aria pulita nelle stanze: quando la casa sarà vecchia, i materiali potranno essere riutilizzati o riciclati.
L’architettura bioecologica pensa anche al benessere delle persone. Gli spazi vengono progettati per essere luminosi e accoglienti, con colori piacevoli e finestre grandi che fanno entrare la luce del sole. Anche il silenzio e la qualità dell’aria sono importanti, perché influiscono sull’umore e sulla salute.
Un altro aspetto fondamentale è la durata nel tempo. Le case bioecologiche vengono costruite per resistere a lungo e per consumare poca energia durante tutta la loro “vita”. Così si spreca di meno e si rispetta dipiù l’ambiente.
Costruire in modo ecologico significa anche avere rispetto per la Terra. Ogni scelta — dal progetto alle decorazioni — è fatta pensando al futuro del pianeta e delle persone che ci vivranno.
L’architettura bioecologica ci insegna che anche costruire una casa può essere un gesto d’amore verso la natura. Abitare il mondo vuol dire prendersene cura.
Anche nel nostro territorio, l’Oltrepò Pavese, ci sono esempi di case e edifici costruiti secondo i principi della bioarchitettura. Molte aziende agricole e agriturismi scelgono materiali locali e naturali, come il legno dei boschi vicini o la pietra delle colline, installano pannelli solari per produrre energia pulita e costruiscono vasche di fitodepurazione. Alcuni Comuni stanno promuovendo progetti di ristrutturazione “verde” per rendere le scuole e gli edifici pubblici più efficienti e sostenibili.
In paesi come Menconico e Colli Verdi sono già stati realizzati edifici bioecologici, una nostra compagna di scuola vive proprio in una casa di paglia, resistente, bellissima e rispettosa dell’ambiente. Sulle colline di Menconico, la casa in paglia della nostra compagna di scuola.
Roberta Marini è architetta e professoressa di tecnologia nella scuola secondaria del nostro istituto omnicomprensivo. Nell’Oltrepò Pavese ha progettato e seguito molte ristrutturazioni, tra cui quella della casa in paglia di Alma, la nostra compagna di scuola.
Quando ha cominciato? «Durante l’università ha scoperto la bioarchitettura: negli anni ’90, quando ha studiato, se ne parlava ancora poco, ma ho capito che il futuro dell’edilizia doveva essere sostenibile e amico della natura. Per me, costruire in modo sostenibile significa avere cura della Terra e scegliere materiali che tornano alla natura senza danneggiarla».
Cos’è la bioarchitettura ? «Non è una moda moderna: è il modo di costruire più antico che esista. Le prime civiltà usavano materiali naturali come terra, legno, calce e paglia, adattandosi al clima e al paesaggio.
Oggi quell’antica saggezza si unisce alle conoscenze moderne per creare case belle, comode ed ecologiche».
C’è attenzione all’abitare sostenibile? «Non c’è una diffusa sensibilità nel territori, l’attenzione viene solo da chi lascia la città per tornare a vivere tra le colline.
Purtroppo non ci sono molti incentivi per costruzioni davvero ecologiche. Molti edifici ottengono bonus solo per ridurre i consumi energetici, usando materiali come il polistirolo, che però inquina e non si ricicla».