La sicurezza è la chiave del nostro futuro
La riflessione degli alunni dopo la tragedia di Crans-Montana: «Non vogliamo essere spettatori, ma protagonisti della salvezza»
L’inizio del nuovo anno non è stato festoso come avrebbe dovuto essere: si è tinto di nero come il fumo che ha invaso il locale Le Constellation di Crans Montana provocando la morte di tanti giovani riuniti a festeggiare. Durante il primo giorno di rientro a scuola è stato osservato un minuto di silenzio, come proposto dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ma questo silenzio non è rimasto muto: ha dato voce alle tante domande e alla condivisione degli stati d’animo degli alunni della classe 5^C.
Tristezza per quei ragazzi e per le famiglie; rabbia per l’incoscienza, per l’assenza degli adulti che non hanno interrotto la festa, per il mancato piano di sicurezza; disgusto per chi ha scelto i soldi al posto della vita di quei ragazzi. Il silenzio è diventato così un momento di riflessione profonda, in cui ognuno ha sentito il bisogno di capire meglio cosa fosse successo e come tragedie simili possano essere evitate. Questi sentimenti ci hanno spinto ad approfondire il tema della sicurezza e a dedicare una settimana di lavoro per diventare cittadini attivi, perché se anche noi dovessimo trovarci in pericolo non vorremmo assistere o essere vittime di una tragedia, ma essere i protagonisti della salvezza. La sicurezza ha un alfabeto universale fatto di colori e forme: rosso per i divieti e il materiale antincendio; giallo per avvertire dei pericoli; blu per gli obblighi e le prescrizioni; il verde per indicare le vie di fuga.
Nelle emergenze, il tempo è il nemico numero uno, per questo non basta saper leggere i cartelli, bisogna essere veloci nel fare la cosa giusta. Così, dopo aver imparato a decodificare questo linguaggio, abbiamo allenato la nostra capacità di scelta simulando situazioni di pericolo chiedendoci quale fosse il comportamento corretto. Se trovi uno zaino per terra nel tragitto dell’evacuazione, lo scavalchi o lo sposti? Se scendendo le scale di emergenza incontri del fumo, lo attraversi di fretta o cambi strada? Se durante l’evacuazione ti accorgi di aver lasciato qualcosa d’importante in classe, torni indietro a prenderlo o lo lasci lì? Se in uno spazio pubblico ti accorgi che una porta di sicurezza è bloccata da qualcosa, avvisi o lasci stare? Lo zaino a terra va spostato, per non far inciampare chi è dietro di noi; se c’è fumo dobbiamo cambiare strada. Non si torna mai indietro per recuperare un oggetto: il tempo è prezioso.
Abbiamo capito che la sicurezza non è fatta solo di regole scritte, ma di comportamenti concreti e di attenzione verso gli altri. Anche un gesto semplice, come segnalare un problema o aiutare qualcuno in difficoltà, può fare la differenza.
Il percorso sulla sicurezza non deve concludersi a scuola: vogliamo essere cittadini attivi capaci di informare, comunicare e chiedere aiuto quando vediamo qualcosa che non va. “La sicurezza non è solo una regola, ma è la chiave del nostro futuro”.
Questa è la convinzione di noi alunni dell’Erasmo da Rotterdam di Cisliano.
Non è solo un dettato o un semplice lavoro di gruppo. Quello che gli alunni hanno stilato è un concentrato di regole essenziali da seguire in caso di emergenza. Cinque indicazioni fondamentali emerse dall’analisi dei fatti di Crans Montana e dalle simulazioni fatte in classe. Un piccolo “pentalogo” della sicurezza nato dal confronto, dalle domande e dalla volontà di capire come comportarsi davvero quando il tempo diventa decisivo.
La vita prima di tutto: quando fuggi non tornare indietro a recuperare oggetti, sei tu la cosa più preziosa.
Diventa sentinella: in caso di mancata sicurezza non tacere, avvisa. In caso di incendio, dai l’allarme e mettiti subito in salvo.
Occhio al verde: ricorda che il colore da seguire è il verde, quello che indica le vie di fuga e le uscite di sicurezza.
Niente eroismi: aiutare è importante, ma sempre con prudenza e senza mettere in pericolo la propria vita, altrimenti si rischia di complicare il lavoro dei soccorritori.
Non dare i numeri: nelle emergenze il panico è il peggior alleato. Meglio mantenere la calma, seguire le indicazioni apprese e chiamare subito il numero giusto: uno uno due, il 112.
Piccole regole, semplici da ricordare, che possono però fare una grande differenza quando ci si trova davanti a una situazione di pericolo.