Vito Fiorino, un incontro che lascia il segno
Salvò i migranti naufraghi: la chiacchierata diventa per gli studenti una lezione autentica di umanità. Emerge il valore del non restare indifferenti
In un clima di grande attenzione ed emozione, gli alunni delle classi quinte hanno incontrato Vito Fiorino, l’uomo che nel 2013 salvò 47 migranti durante uno dei più tragici naufragi nel Mediterraneo. Un incontro intenso, pensato per far riflettere i più giovani sui valori della solidarietà, del coraggio e della responsabilità verso gli altri.
Vito ha raccontato la sua storia personale, fatta di cambiamenti, scelte e sogni inseguiti con determinazione. Si è definito un migrante figlio di migranti: un uomo che, partendo da condizioni semplici, è riuscito a costruire il proprio futuro passo dopo passo. Dalla vita in una cantina fino al lavoro come falegname, seguendo le orme del padre, è arrivato a diventare imprenditore. Poi, ancora una volta, ha cambiato strada, scegliendo di trasferirsi a Lampedusa, dove ha aperto una gelateria e ha dato una nuova direzione alla sua vita. Proprio lì, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013, si è trovato davanti a una delle tragedie più gravi del nostro tempo. In mare, insieme ad alcuni amici, si imbatté in centinaia di persone che stavano lottando per sopravvivere dopo il naufragio della loro imbarcazione. Senza esitare, iniziò a soccorrere i naufraghi, tra urla, paura e buio, riuscendo a salvare 46 uomini e una donna.
Durante l’incontro, ha raccontato agli studenti quei momenti drammatici: il silenzio della notte interrotto dalle richieste di aiuto, la tensione, ma anche la forza di agire senza pensarci due volte. “Non ho fatto nulla di straordinario – ha spiegato – ho fatto solo quello che ogni persona dovrebbe fare quando qualcuno chiede aiuto.” Le sue parole hanno colpito profondamente i ragazzi, che hanno ascoltato in silenzio, partecipi e attenti. Le domande sono arrivate spontanee: come si trova il coraggio? cosa resta dentro dopo un’esperienza così forte? Vito ha risposto con semplicità, parlando di empatia, rispetto e senso di responsabilità verso gli altri.
Ha anche sottolineato quanto sia importante non restare indifferenti, perché ogni gesto, anche il più piccolo, può cambiare il destino di qualcuno. Un messaggio che gli studenti hanno fatto proprio, riflettendo sul valore delle scelte quotidiane.
Il gesto di Vito Fiorino è stato riconosciuto anche dal Comitato per la Foresta dei Giusti, che lo ha inserito tra i “Giusti”, persone che si sono distinte per aver difeso la dignità e la vita degli altri. L’incontro si è concluso con un lungo applauso, accompagnato dalla visione del filmato dedicato alle vittime del naufragio. Un momento toccante, che ha lasciato un segno profondo.
È emersa la consapevolezza che anche una sola persona può fare la differenza. Come ha ricordato Vito salutando i ragazzi: «La cosa più importante è non voltarsi dall’altra parte».
Una lezione di umanità che difficilmente gli alunni dimenticheranno, perché capace di trasformare una storia lontana in un insegnamento vicino, concreto e necessario.
La storia di Vito Fiorino ha colpito profondamente i ragazzi. Da qui il pensiero dei ragazzi si è allargato ad altre storie di sacrificio: persone che, giorno dopo giorno, hanno lottato e continuano a lottare per raggiungere i propri obiettivi, affrontando difficoltà, paure e ostacoli. Storie diverse tra loro, ma unite da un filo comune fatto di coraggio, determinazione e fatica.
Questi esempi sono diventati per la classe un’occasione preziosa per fermarsi a riflettere su se stessi, sui propri sogni e sul modo in cui si possono costruire nel tempo. La frase «Basta, non ce la faccio, mollo tutto» è proprio quella che non dovrebbe mai essere pronunciata. Un sogno, infatti, non si realizza per magia: è come una piantina che va curata ogni giorno, con pazienza e dedizione. Bisogna imparare ad uscire dalla propria zona di comfort, affrontare le sfide una alla volta e accettare anche gli errori come parte del percorso. Ci saranno momenti difficili, in cui tutto sembrerà troppo complicato, ma è proprio in quei momenti che bisogna trovare la forza di andare avanti.
Si può raggiungere un sogno se si crede davvero in se stessi e se si accetta anche l’aiuto degli altri. Perché nessuno è completamente solo: accanto a noi ci sono sempre persone pronte a sostenerci. E come ricorda la campionessa Bebe Vio: “Se sembra impossibile, allora si può fare”.