Siamo nati per camminare: progetto educativo
Gli alunni coinvolti in un percorso di mobilità sostenibile: andare a scuola a piedi aiuta a crescere e fa bene alla salute
Gli alunni della scuola primaria «Stoppani» da molti anni partecipano al progetto “Siamo nati per camminare”, un’iniziativa che invita i bambini ad andare a scuola a piedi, in bicicletta o con mezzi sostenibili invece di usare sempre l’automobile. Un piccolo cambiamento nelle abitudini quotidiane che può avere un grande impatto sulla qualità della vita di tutti, non solo degli studenti ma anche delle famiglie e del quartiere.
Il progetto, come sempre, ha inizio con una discussione in classe sul tragitto casa-scuola.
Alcuni di loro arrivano in macchina con i genitori, altri invece vengono a piedi e qualcuno usa il monopattino o la bicicletta.
Raccontando le proprie esperienze hanno capito che camminare può essere un modo bello per iniziare la giornata, più lento ma anche più ricco di incontri e scoperte. Durante il progetto i bambini hanno osservato meglio le strade del quartiere. Camminando si notano tante cose che in macchina spesso non si vedono: gli alberi lungo i marciapiedi, le vetrine dei negozi, i dettagli delle case, le persone che portano a spasso il cane, i suoni della città che cambia durante il giorno. È un modo per sentirsi parte del luogo in cui si vive, non solo attraversarlo velocemente. I bambini hanno imparato che piccoli gesti possono davvero migliorare l’ambiente in cui viviamo. Camminare o usare mezzi sostenibili significa ridurre il traffico davanti alla scuola, rendere le strade più sicure e contribuire a diminuire l’inquinamento. Hanno anche riflettuto su quanto sia importante il rispetto degli spazi pubblici e delle regole della strada.
Hanno inoltre scoperto che camminare fa bene alla salute: muoversi ogni giorno aiuta il corpo a crescere in modo sano, migliora la respirazione e dà energia per affrontare le lezioni.
Respirare aria più pulita e fare movimento permette di arrivare a scuola più attivi e concentrati. Per loro il progetto è stato importante anche per un altro motivo: andando a scuola a piedi possono chiacchierare con gli amici, ridere, raccontarsi storie e sentirsi più uniti. Il tragitto diventa così un momento di socialità e condivisione, capace di rafforzare i legami tra compagni.
Molti bambini hanno raccontato di aver iniziato a notare particolari prima ignorati: un murales colorato, un albero fiorito, un negozio appena aperto. Piccole scoperte che rendono ogni percorso diverso dal precedente. Anche le famiglie sono state coinvolte, incoraggiando i figli a essere più autonomi e responsabili nei loro spostamenti quotidiani. Questo ha reso il progetto ancora più significativo, trasformandolo in un’abitudine condivisa. Alla fine hanno capito una cosa semplice ma molto importante: anche i bambini possono aiutare a migliorare la città, partendo da piccoli gesti quotidiani. Basta poco per cambiare le abitudini e prendersi cura dell’ambiente che ci circonda. E per questo possiamo dirlo davvero, con convinzione: siamo nati per camminare.
Per partecipare al progetto abbiamo raccontato come arriviamo a scuola ogni mattina.
Ognuno di noi ha un modo diverso. Senuth è molto determinato: si sveglia presto e fa quasi tre chilometri a piedi, perché vuole arrivare camminando.
Lara viene in tram con la sua famiglia e non usa la macchina; Isabella e Ginevra le fanno i complimenti. Alex, Caterina e Sasha ci hanno fatto notare che, camminando, si guarda meglio la città. Jack e Gabriele dicono che basta alzare gli occhi per vedere le decorazioni dei palazzi e immaginare storie del passato.
Non sempre però è facile. Jacopo e Federico dicono che bisogna stare attenti ai marciapiedi, perché a volte ci sono i bisogni dei cani. Edoardo e Lorenzo, ridendo, spiegano che bisogna fa-re lo slalom e non è semplice guardarsi intorno. Ines racconta che viene in bici con la mamma e che con meno macchine sarebbe ancora più bello.
Elisa e Ludovica arrivano a piedi ogni giorno. Poi Beatrice dice scherzando che verrebbe a scuola con gli sci, mentre Matteo preferirebbe il monopattino e sfrecciare tra le vie. Alla fine Francesca, Elisa e Vittorio dicono una cosa che pensiamo tutti: camminare verso la scuola ci fa scoprire il quartiere e ci fa sentire parte della città.
Senza dimenticare che una bella camminata al mattino è quanto di più salutare ci possa essere.