Istituto Comprensivo «Locatelli-Quasimodo» Scuola primaria «Gianni Rodari» di Milano (MI) - Classe 5B

Seduti dietro i banchi, diversi ma uguali

Vi raccontiamo la bellezza della nostra classe con tanti bambini di nazionalità differenti… E c’è anche qualche italiano

Siamo gli alunni della quinta B della scuola «Gianni Rodari» di Milano. Siamo in diciassette, di cui sei maschi e undici femmine. Nella nostra classe c’è un mix di bambini da diversi paesi: due cinesi, due egiziane, quattro filippini, una dal Salvador, una bengalese, una dallo Sri Lanka. Gli italiani sono sei, prevalentemente milanesi, ma alcuni hanno origini da altre regioni.

Anche le nostre maestre provengono da diverse regioni: due sono milanesi, una è friulana, una sarda, una toscana e una napoletana.

Sofia Stefany Salma spiega il suo punto di vista: «Per uguaglianza noi intendiamo che ognuno di noi debba avere la possibilità di essere considerato alla pari di tutti gli altri in ogni ambiente garantendo a tutti la stessa dignità. In classe ci sono ragazzi che seguono religioni di-verse, alcuni non seguono le lezioni di religione cattolica e fanno altre attività. In questo periodo, per esempio, una nostra compagna, osserva il mese di Ramadan e non può mangiare dall’alba al tramonto. A noi dispiace molto per lei ma alcuni la ammirano perché resiste tutto il giorno anche senza bere per rispettare le regole della sua religione. Un altro esempio riguarda due compagni cinesi che sanno usare le bacchette e la nostra maestra ha chiesto loro di insegnarci ad usarle».

Angela Alessia Angelo invece dice: «Siamo tutti diversi gli uni dagli altri ed è molto interessante perché ci dà la possibilità di conoscere nuove pietanze da diversi paesi. Nelle famiglie dei nostri compagni si mangiano tanti piatti diversi, ad esempio nelle famiglie filippine si cucina l’”adobo”, fatto con il riso, pollo e verdure. In Italia invece, pizza, cotoletta, risotto alla milanese, e le lasagne; come dolce panettone e torrone, la pastiera napoletana. In Cina si prepara l’anatra alla pechinese e i bastoncini piccanti, mentre in Salvador la Pupusas (impasto di farina di mais che somiglia molto alle nostre piadine farcito da formaggio, chicharròn, zucca o fagioli fritti). Nello Sri Lanka si cucina riso al curry servito con carne o pesce e esiste un dolce chiamato l’Hopper fatto con farina e latte di cocco. In Italia invece, si mangiano pizza, cotoletta, risotto e lasagne; come dolce panettone, torrone e la pastiera napoletana. In Egitto c’è il Koshari-masri che è un tipo di pasta condita con le lenticchie e a volte speziata o persino piccante; come dolce ricordiamo il Knafeh, pasta a fili sottili imbevuta di sciroppo di zucchero e condito con formaggio o altri ingredienti e che si può mangiare anche durante il mese di Ramadan» .

Mariden Hoda e Andrea Michele affermano invece: «essere di città, nazioni e continenti diversi può essere un ostacolo perché è difficile capirsi parlando lingue diverse. Per esempio se un cinese parla con un tedesco capiranno ben poco di quello che si dicono, può essere anche una ricchezza perché si conosce la cultura, l’arte, la vita quotidiana e le religioni degli altri popoli e paesi.

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