ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Don Milani di Como (CO) - 1AM

Lo sport che unisce, una ’rete’ di emozioni

L’importanza delle palestre di quartiere: sono motore di vita sociale, maestre di valori e possono diventare fucina di campioni

Nel nostro quartiere succede qualcosa di speciale ogni volta che si parla di sport. Non è solo questione di correre, saltare o fare gol: diventa un modo per conoscersi, per stare insieme e per far vivere un posto che altrimenti rimarrebbe silenzioso.

Proprio qui, la scuola può diventare un motore di vita sociale, creare legami tra persone diverse e trasformare un semplice impianto sportivo in un luogo dove il rione si riconosce.

La palestra non è solo il posto dove gli alunni fanno educazione motoria: è un punto di riferimento per bambini, genitori, insegnanti, abitanti. Quando si aprono le sue porte, tutto si anima: è come se lo sport riuscisse a costruire una rete invisibile che collega generazioni e storie diverse, tenendole insieme, proprio come la rete nella pallavolo tiene insieme “i quadratini” che la compongono, creando il nucleo attorno al quale si riunisce la squadra, e trova significato.

È ciò che è successo durante l’Open Day del 29 novembre 2025, quando la scuola ha accolto i futuri alunni delle classi prime. In quell’occasione si è svolta l’attività “famiglie in movimento”, che ha mostrato quanto la disciplina sportiva possa diventare un ponte tra passato e presente, tra adulti e ragazzi, tra scuola e territorio.

Per settimane, durante le ore di Italiano gli alunni di 1 AM hanno raccolto i ricordi sportivi dei loro genitori attraverso alcune interviste. Le risposte sono state tantissime e spesso sorprendenti. Così gli studenti hanno imparato giochi che oggi quasi nessuno pratica più, allenandosi con impegno durante le lezioni di Motoria per poterli mostrare proprio a loro, i genitori, in un sabato mattina un po’ diverso dal solito.

Il giorno dell’evento la palestra era piena: alunni piccoli e grandi, docenti, famiglie e anche qualche curioso del quartiere. I ragazzi hanno aperto l’attività giocando quei giochi “di una volta”, mentre i genitori li guardavano con un misto di nostalgia e stupore. Poi è arrivato il momento della sorpresa: gli adulti sono stati invitati a mettersi nei panni dei figli e a partecipare a un’ora di Motoria “tipo”.

Si sono ritrovati a correre, dribblare e sfidarsi in giochi più moderni, come una partita di hockey improvvisata. Hanno dimostrato di essere sportivi, competitivi e anche molto divertenti, sotto gli occhi increduli e felici di tutti. “Ho visto la mia faccia su quella di mio padre”, ha detto Lorenzo, mentre si raccoglievano le idee per scrivere questo articolo.

In quel momento la palestra non era più soltanto un locale scolastico: era uno spazio condiviso, vivo, capace di unire. Non c’erano alunni, genitori e insegnanti, ma persone che giocavano insieme, senza ruoli rigidi.

In un quartiere periferico, dove spesso mancano occasioni di incontro, questo ha un valore enorme. È quello che fa anche la Biblioteca di Ponte Chiasso dell’ Ic Como Nord, nata da appena un anno e pullulante di iniziative, tra rassegne di teatro, feste a tema per bambini, corsi di italiano per stranieri.

 

Del legame tra sport e quartiere e della passione sportiva ne abbiamo parlato con Ylenia Migliorin, pallavolista di fama nazionale, attualmente direttore sportivo della Como Volley.

Come è nata la passione per lo sport e cosa ti ha insegnato? «Praticavo sport fin da piccolissima perché sono cresciuta in una famiglia di sportivi, dice Ylenia, “grazie ad esso ho imparato ad affrontare al meglio le difficoltà della vita, gli insuccessi e soprattutto a credere nel gruppo».

Ti aspettavi di diventare una campionessa? «Era un grande sogno che m’inseguiva, già dall’età di 11 anni. In prima media avevo un quaderno dove quasi tutti i giorni scrivevo ‘ io voglio arrivare a giocare in serie A’. Tutto questo si è rivelato efficace perché ha costruito in me una forte motivazione che mi ha fatto superare qualsiasi insuccesso, sportivo e non».

Perché una società si allena nella palestra di una scuola? A questa domanda risponde il presidente della Como Volley Stefano Taccini.

«È molto difficile che esista una società sportiva senza una scuola le società vogliono fare in modo che i ragazzi stiano in ambienti sani, collaborando con le istituzioni del quartiere e la scuola è la più importante e per questo le strutture scolastiche vanno difese e preservate, perché sono un’enorme risorsa». 

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