ll progetto de Il Giorno per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Bellotti di Busto Arsizio (VA) - 1D

Nel caos attuale rimangono gli affetti più cari

I giovani hanno l’ansia di perdere i punti di riferimento che fanno da bussola. Restano vivi i luoghi del cuore e i sentimenti veri

In un mondo in fibrillazione spesso si ha paura di perdere gli affetti più cari e la casa, il luogo più importante che ci ha visti crescere e che ci ha protetti da ogni avversità. I più giovani sentono fortemente quest’ansia legata alla perdita dei punti di riferimento, dei luoghi sicuri e dei volti conosciuti.

Allora, è piacevole sentirli raccontare, parlare dei posti speciali in cui vivrebbero per sempre, tra questi, la casa dei nonni in cui hanno passato i momenti migliori della loro infanzia, o casa propria, o la propria camera in cui tutto il loro mondo è custodito.

Nulla però è per sempre, solo i ricordi rimangono vivi e riportarli in vita è un toccasana. Basta poco per ricordare: un oggetto legato al passato, un profumo intenso che penetra nell’animo, una circostanza che si ripete, un piacevole momento che si ripropone… Pierfilippo della 1^D, della scuola secondaria di 1°gra-do “B. Bellotti”, di Busto A., scrive che un posto speciale è il giardino di casa propria perché a questo sono legati tanti ricordi dell’infanzia, come le prime corse sul prato, le lacrime per le cadute, i sorrisi quando arrivavano i cugini e i giochi che insieme facevano. Qui si sente anco-ra al sicuro e protetto; è un luogo speciale perché ricco di colori. Nel giardino si respira un’atmosfera tranquilla e silenziosa interrotta solo dal rumore delle lunghe corse del cane Ragù e dagli schiamazzi degli amici.

Eya invece arriva dall’Egitto e, proprio lì, si trova l’ambiente che lei considera più familiare: la casa della migliore amica dell’infanzia. “… Questo posto speciale si trova nel paese in cui sono nata, a Fayum, in Egitto. Ci sono dei ricordi nella mia testa che non vanno via: quando abitavo là, la mia migliore amica dell’infanzia mi apriva sempre la porta di casa sua e io correvo a salutare sua madre che consideravo la mia seconda mamma.

Poi, correvo verso la camera e mi sedevo sul letto della mia amica a chiacchierare…”. Simone ricorda con affetto la casa del nonno: “Festeggiavamo lì ogni compleanno, perché la casa era grande. Io, mio fratello e i miei cugini giocavamo a nascondino e i nostri genitori ci organizzavano una bella caccia al tesoro. Quando tornavo da scuola, raggiungevo mio nonno a casa sua e insieme costruivamo capanne, frecce e archi…”.

I momenti migliori per Giulio sono legati alla corte in cui abita, più precisamente al fico di cui, da qualche anno, si sta prendendo cura. “Mi fa star bene occuparmi del mio fico: mi permette di cacciare i brutti pensieri…” Il luogo speciale per Greta è invece la sua cameretta. Appena apre la porta, la travolgono i ricordi legati ad essa e anche forti emozioni: “Se ci fosse un podio, il primo posto andrebbe al ricordo di quando, in estate, io e miei amici giocavamo in camera mia tutta la sera. Quando sono in camera, sto benissimo perché ho le foto di ricordi bellissimi. Guardarli mi porta indietro nel tempo.”

 

Sembrerebbe che i giovani di oggi siano meno appagati o più inquieti rispetto al passato, a volte danno l’impressione di essere distratti o poco interessati rispetto a ciò che li circonda.

Ma basta ascoltarli per capire quanto siano sensibili. A volte, basta poco per renderli felici.

Giulio, della 1^D, della secondaria di 1°grado “Bellotti”, di Busto, è felice quando si prende cura dell’albero di fico che cresce nella corte in cui abita: “Il mio albero di fico è molto grande; a fine inverno, io, il mio vicino e il mio papà tagliamo tutti i rami morti così da farlo crescere rigoglioso. I suoi frutti sono veramente dolci, tanto che la mia vicina di casa li usa per preparare marmellate. A fine estate, io, il mio vicino e il mio papà li raccogliamo e li diamo alle signore che tornano da messa, in cambio di un’offerta libera…” Alessandra è felice invece quando pattina e, dopo una brutta giornata, si sfoga sulla pista nel centro di Busto.

A Matias piace leggere, per cui si reca spesso nella biblioteca comunale a prendere libri gialli o che fanno ridere.

E forse è proprio in questi piccoli gesti quotidiani e nella loro delicatezza che è celato il loro modo di stare al mondo e la loro autenticità: nella cura di un albero, in una giravolta con i pattini, nella lettura di un libro che porta la loro mente lontano. 

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